Lettera di una vittima dell'Usura
Lettera integrale di una vittima dell'usura al Commissario Straordinario
E' difficile raccontare anche a distanza di tempo la mia vita...la mia storia...
Sono stata un'imprenditrice, ereditai la gestione delle aziende di famiglia ed insieme alla gestione commerciale ....anche "l'usura".
"L'usura" come il cancro, non sei malata tu ma la tua azienda, i debiti (gli interessi), si moltiplicano giorno per giorno, da un piccolo importo ti ritrovi con tanti svariati milioni di euro.
Per tanti anni sono andata avanti così, cercando di pagare gli interessi mensili e se qualche mese non potevo, non c´erano problemi: loro rinnovano tutto, perchè così cresce di più il tuo debito, tu per pagare togli all'azienda, togli la cura, togli la vita...
Per pagare per paura delle loro minacce, per non fallire, per non esser detta che non ero capace di gestire da chi non sapeva, non poteva sapere....accolsi anche la "disponibilità” alla vendita di soldi da parte di un direttore di banca, mi auto-finanziavo facendo assegni da una mia stessa società all'altra .......fino a quando un giorno decisi che non avrei pagato più nessuno. Basta!!!
Si protestarono tutte le mie società, ed io pure (perchè utilizzavo anche i miei conti), sia gli assegni ed effetti commerciali sia quelli ad usura. Stavo iniziando la mia guerra, denunciai il direttore di banca, mi rivolsi ad un'associazione che nulla fece, e poi una mattina a casa mia, nelle mie aziende, FINALMENTE arrivarono la GUARDIA DI FINANZA ed i CARABINIERI ...e con loro, che non smetterò mai di ringraziare, ho trovato il coraggio di denunciare tutto ...anche quei grandi USURAI che da quasi trent´anni si erano presi tutta la linfa delle aziende.
Non e' stato facile ...ripetere per giorni interi tutti gli anni che avevo vissuto con la paura addosso, la vergogna dentro...ma ce l'ho fatta!!!
Poco tempo fa ho fatto anche domanda per accedere ai fondi destinati alle persone che denunciano l'usura...
Oggi sono una persona tranquilla ... la paura ha lasciato il posto alla speranza e la vergogna ad un grande orgoglio per quello che ho fatto. Anche se ho dovuto rinunciare alla gestione delle mie aziende; quindi ad una parte della mia vita, le aziende sono salve e producono reddito ed occupazione ...posso dire di aver vinto il mio CANCRO.